mercoledì 4 febbraio 2009

Dedica


Dedica a chi resta
Affascinato dal proprio essere…
Vittima del proprio ego sublimato…
Incastrato nell’interpretazione delle proprie assurde richieste…
Dedica a chi fraintende per non restare rinchiuso
In aspettative più grandi
Rispetto all’energia a disposizione…
Dedica a chi decide
Senza approvazione di coscienza
Che qualsiasi fuga
Sia la strada migliore…
A chi tralascia i dettagli per godere del solo contesto
Effimero o superficiale che sia…
Dedica a chi ha dato senza avere
E a chi ha miracolosamente avuto
Senza mettersi in discussione…
Dedica ai tanti ciechi emotivi…
A chi ha scelto di dedicarsi
Ai propri sogni
Senza sondarne la portata…
La disponibilità all’interno del concreto…
Infamante odioso limite ai nostri desideri…
Dedica a chi lascerà
Questa altalena di gioia-dolore
Troppo presto per tirare le somme…
Dedica a chi fortunatamente crede
In una Redenzione che forse li deluderà
Pur avendoli aiutati a vivere meglio…
Dedica a chi piange spesso
-oh si madre parlo proprio di noi-
trovandovi ristoro e sfogo
ma mai soluzione…
dedica ai vinti ed ai vittoriosi perché non è detto che la ruota giri…
dedica alla sensibilità
che non è uno stato dell’animo
ma un profondo e specifico stato dell’essere
che unisce non disgrega…
dedica a tutti
belli brutti cattivi rabbiosi meschini vulnerabili intelligenti
superficiali intolleranti amorevoli appassionati
perché una sola è la verità che ci unisce tutti !

2 commenti:

lasettimaonda ha detto...

Ma insomma....la canzone è stupenda....sarà forse per questo che ci hai tirati dentro proprio tutti???
Però potevi anche includere i poverini che hanno l'alluce valgo, oppure, che sò, il ginocchio della lavandaia, insomma sei stata un poco discriminante ;))))!
Ti voglio un mondo di bene.
Già lo sai, ma non mi stancherò mai di dirtelo!Oba.

nadia ha detto...

Dedica a te

Sai essere
il vento che scuote,
la folgore che incendia,
l'ironia che graffia,
la parola che scava,
il coraggio che conquista,
la dolcezza che commuove,
la consapevolezza che disorienta,
la fragilità che si è fatta diamante.
Sei una poesia
che di fatto è una donna,
una donna che la vita sta facendo vibrare
come le corde di seta
di un violino provato,
un violino che suona
una melodia disarmante,
una melodia
che incanta,
stupisce,
insegna.